Auto elettriche e “vampire drain”: perché alcune perdono batteria anche da ferme

Perché alcune auto elettriche perdono carica quando restano parcheggiate? Ecco cos’è il fenomeno del “vampire drain” e da cosa dipende davvero.

Negli ultimi anni le auto elettriche sono diventate sempre più diffuse sulle strade europee, ma insieme alla loro crescita sono emerse anche alcune domande legate all’utilizzo quotidiano. Una delle più frequenti riguarda il cosiddetto fenomeno del “vampire drain”, ovvero la perdita di energia della batteria quando l’auto resta ferma per lunghi periodi.

Molti automobilisti si chiedono se sia davvero normale che un’auto elettrica perda carica anche quando non viene utilizzata. In realtà un certo livello di consumo è fisiologico. Anche quando il veicolo è parcheggiato, diversi sistemi restano attivi per garantire funzioni di base come l’apertura delle portiere, la gestione dei sistemi elettronici o la comunicazione con le applicazioni per smartphone.

auto elettriche
Auto elettriche e “vampire drain”: perché alcune perdono batteria anche da ferme (Romanofenati.it)

Nella maggior parte dei casi la perdita di carica è comunque molto contenuta. Se un’auto elettrica rimane ferma per diversi giorni, è normale registrare un calo dell’1 o 2% della batteria. In condizioni di temperature molto basse questo valore può salire leggermente, ma resta comunque limitato.

Uno dei principali responsabili di questo fenomeno non è in realtà la batteria di trazione, ma la piccola batteria di servizio da 12 volt. Anche le auto elettriche, infatti, utilizzano una batteria tradizionale per alimentare molti sistemi elettronici del veicolo. Quando questa batteria si scarica, la batteria principale interviene per ricaricarla, causando una riduzione della percentuale complessiva di energia.

Anche alcune abitudini dell’utente possono contribuire alla perdita di carica. Controllare spesso l’auto tramite l’app dello smartphone, ad esempio per verificare la posizione del veicolo o lo stato della batteria, può attivare diversi sistemi elettronici che consumano energia. Lo stesso vale per alcuni aggiornamenti software che vengono installati da remoto e che possono richiedere un certo consumo di corrente durante il processo.

In altri casi il problema può essere legato a componenti sottodimensionati o a batterie da 12 volt non particolarmente efficienti. Quando queste batterie devono affrontare cicli di ricarica troppo frequenti, la batteria principale viene utilizzata più spesso del previsto per mantenere attivi i sistemi del veicolo.

Le differenze tra i vari modelli possono essere anche piuttosto marcate. Alcune auto elettriche riescono a limitare le perdite di energia quando restano parcheggiate per lunghi periodi, mentre altre mostrano consumi più evidenti. In generale i modelli più efficienti possono perdere meno del 2% della batteria nell’arco di una settimana.

Ci sono però anche vetture che mostrano un consumo più elevato. Alcuni modelli di fascia alta, dotati di numerosi sistemi elettronici e funzioni di sorveglianza attiva, possono arrivare a perdere anche oltre l’1% di carica al giorno. Funzioni come i sistemi di sicurezza con telecamere attive o le modalità di monitoraggio continuo dell’ambiente circostante possono incidere in modo significativo sul consumo energetico.

Il cosiddetto vampire drain, quindi, non è necessariamente un difetto delle auto elettriche ma una conseguenza del funzionamento dei loro sistemi elettronici. Nella maggior parte dei casi si tratta di un consumo minimo e del tutto normale. Tuttavia è importante conoscere i fattori che possono influenzarlo, soprattutto se si prevede di lasciare l’auto ferma per molti giorni.

Con l’evoluzione delle tecnologie e dei software di gestione dell’energia, i costruttori stanno lavorando per ridurre sempre di più queste perdite. Le nuove generazioni di auto elettriche sono infatti progettate per ottimizzare il consumo anche quando il veicolo è parcheggiato, limitando al minimo l’impatto sulla batteria.

Gestione cookie