Motore 1.5 BlueHDi Stellantis sotto accusa: maxi richiamo per migliaia di auto

Problemi per il motore diesel 1.5 BlueHDi di Stellantis: richiamati numerosi modelli Peugeot, Citroën, Opel e Fiat per possibili difetti alla distribuzione.

Nel mondo dell’automobile la reputazione di un motore può cambiare molto rapidamente. Alcune unità diventano famose per affidabilità e prestazioni, mentre altre finiscono sotto i riflettori per problemi tecnici che costringono i costruttori a intervenire con campagne di richiamo. È proprio ciò che sta accadendo con il motore diesel 1.5 BlueHDi utilizzato su numerosi modelli del gruppo Stellantis, protagonista negli ultimi mesi di un’ampia operazione di controlli e richiami in Europa.

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Motore 1.5 BlueHDi Stellantis sotto accusa: maxi richiamo per migliaia di auto (Romanofenati.it)

Il 1.5 BlueHDi è stato introdotto alcuni anni fa quando il gruppo PSA, oggi parte di Stellantis, ha deciso di rinnovare la propria famiglia di motori diesel. Si tratta di un quattro cilindri da 1,5 litri progettato per offrire consumi contenuti ed emissioni ridotte, caratteristiche fondamentali per rispettare le normative ambientali europee sempre più severe. Nel tempo questo motore è stato montato su un numero molto elevato di vetture appartenenti a diversi marchi del gruppo.

Proprio la sua diffusione capillare ha reso il problema ancora più evidente. Alcuni esemplari prodotti tra il 2017 e il 2023 hanno mostrato un possibile difetto legato alla catena dell’albero a camme. In determinate condizioni può verificarsi un’usura prematura della catena di distribuzione che, nei casi più evidenti, provoca rumori anomali provenienti dal motore e potrebbe arrivare a causare danni più seri se non viene individuata in tempo.

Per questo motivo Stellantis ha avviato una campagna di richiamo che coinvolge centinaia di migliaia di veicoli in Europa. Il problema riguarda diversi marchi della galassia del gruppo e interessa numerosi modelli prodotti negli ultimi anni con il motore diesel 1.5 BlueHDi.

Tra le auto coinvolte figurano modelli molto diffusi sul mercato europeo come Peugeot 308, Peugeot Rifter e Peugeot Partner, ma anche Citroën Berlingo, Citroën Jumpy e C5 Aircross. Nella lista compaiono inoltre Opel Astra, Opel Combo e Vivaro, oltre a veicoli commerciali e modelli di marchi collegati al gruppo come Fiat Doblò e Fiat Scudo.

L’intervento previsto dal costruttore consiste in controlli tecnici mirati e aggiornamenti specifici. In molti casi viene effettuata una verifica approfondita del motore e della catena di distribuzione, mentre in altri casi possono essere eseguiti aggiornamenti software o operazioni di manutenzione preventiva per ridurre il rischio di problemi nel tempo.

Per rassicurare i clienti, Stellantis ha inoltre introdotto una copertura speciale sui motori interessati dal richiamo. L’assistenza può arrivare fino a dieci anni o 240.000 chilometri per eventuali problemi legati alla catena di distribuzione, a condizione che il veicolo sia stato sottoposto alla manutenzione prevista dal costruttore.

Il caso del 1.5 BlueHDi dimostra quanto sia complesso oggi sviluppare motori moderni. Le unità di nuova generazione devono conciliare prestazioni, consumi ridotti e normative ambientali molto severe. Questa complessità tecnica rende però più difficile prevedere tutti i possibili problemi che possono emergere quando un motore viene utilizzato su larga scala e su milioni di veicoli.

Per Stellantis la gestione di questa situazione rappresenta quindi una sfida importante anche dal punto di vista dell’immagine. Intervenire rapidamente con richiami e programmi di assistenza estesi è diventato uno strumento fondamentale per mantenere la fiducia dei clienti e garantire la sicurezza dei veicoli in circolazione.

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